Favoloso è il mondo descritto da Antonio Filippelli, oggi lo scopriremo insieme ad una chiacchierata romantica e simpatica, proprio come lui.

Ciao Antonio, è per me un grandissimo piacere chiacchierare con te e farti conoscere ai miei lettori. Iniziamo a scaldare i cuori con una domanda legata al piccolo Antonio, quello di molto tempo fa: parlami del primo ricordo che ti salta in mente legato alla tua infanzia. Della mia infanzia mi salta subito alla mente la Magia del rione. Sono cresciuto in un quartiere bellissimo, incastonato nella parte bassa del centro storico di Mendicino! Senza auto, senza  pensieri … trascorrevo le giornate tra pallone e bici, circondato da decine di amici .. e si entrava e si usciva da ogni casa, le porte sempre aperte. Socialità a tempo pieno. Comunità. Nelle mie poesie e nelle mie favole vi è sovente traccia di una ricerca di queste atmosfere ormai perdute.

Il tuo nome rievoca nella mia mente ricordi che fanno schiattare dalle risate ma anche forti emozioni che mi hai fatto vivere nel corso del tempo lungo svariati palcoscenici a cominciare dal teatro di piazza. Quando hai iniziato a recitare? 1998. Con la Compagnia Teatrale Don Ciccio Salvino di Mendicino, diretta da Franco Barca. Ricordo la mia prima apparizione a soli 14 anni nelle vesti del marchesino Eugenio in una rivisitazione cosentina della celeberrima commedia MISERIA E NOBILTÀ. Abbiamo poi negli anni girato tutta la provincia di Cosenza e non solo. Tanta gavetta, utilissima. Quando poi ho incontrato Sergio Crocco, Totonno Chiappetta, la Compagnia delle Alghe e altri amici/attori ho abbattuto la barriera provinciale spingendomi in teatri bellissimi come la Sala Umberto a Roma, il Teatro Orione a Milano, il Testoni Ragazzi a Bologna… e poi Perugia, lo Stadio Marulla (dinanzi a 8000 persone per ben due volte). Lo scorso anno poi l’apoteosi … ho recitato oltreoceano, in Canada. Come non citare la mia prima esperienza da ideatore, sceneggiatore e scrittore (insieme a Roberto Giacomantonio ed Eliseno Sposato) di TRE UOMINI E NA SEGGIA 1 e 2 … due spettacoli che hanno collezionato tante repliche e molte approvazioni … ma che più di tutto hanno consolidato un’amicizia fraterna! Mi diverte tantissimo stare sul palcoscenico … tant’è vero che non sono ancora sceso!

Antonio, ho ritrovato la tua arte e il tuo sorriso nella meravigliosa realtà che mi rende fiera di essere cosentina: La terra di Piero. Cosa rappresenta per te questo posto e qual è stato il tuo primo approccio con questo grande spicchio di solidarietà? La Terra di Piero è un sorriso! Non è solo il suo motto, ma è realtà. Ovunque vada questa associazione porta con sè sorrisi e sorrisi lascia sulla bocca degli ultimi, degli emarginati. Il mio approccio è stato di natura puramente teatrale all’inizio. Sergio mi ha voluto per molti suoi lavori, Maniamuni, Ara Mmersa, Conzativicci (che ebbe ed ancora ha un clamoroso successo), Foraffascinu, Andura etc. ; poi ho cercato di dare un contributo anche fattivo devolvendo i proventi dei miei libri e altro ancora.

A proposito de La terra di Piero, qualche giorno fa ho avuto il piacere di leggere Favoloso, il tuo ultimo libro uscito da pochissimo che vuole essere un libro di favole per tutti con racconti che insegnano a non smettere mai di sognare, insegnano a volare e a ritornare bambini. È un libro straordinario che non solo fa bene al cuore ma anche ai progetti de La terra di Piero perché parte del ricavato sarà devoluto a questa realtà. Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha portato a raccontare favole per tutti? Il libro Favoloso è una raccolta di 4 favole che ho scritto a tempo perso durante gli ultimi 10 anni. In tutta onestà mentre le scrivevo non pensavo ad una loro pubblicazione ma soltanto a rendere omaggio, dando i loro nomi ai personaggi del libro, ai miei nipotini. Poi ho deciso di trarne un libro con le splendide illustrazioni a colori di Francesca Caio Greco, la prefazione del Maestro Claudio Dionesalvi (che si arrabbierà leggendo Maestro prima del suo nome) e con la postfazione dell’amico e mitico Signor Dio di Conzativicci, Roberto Giacomantonio. I proventi del libro aiuteranno la Terra di Piero a sviluppare il bellissimo PARCO DEI NONNI … qualcosa di straordinario che invito tutti ad approfondire. Ho iniziato a scrivere poesie e racconti dai tempi delle scuole superiori, da quando cioè ho iniziato ad avere un approccio critico verso le cose del mondo. Il mio modo di dimostrare dissenso, stupore, meraviglia o rabbia era la scrittura. Scrivo da sempre, ho già pubblicato due raccolte di poesie. Il libro FAVOLOSO è la mia terza avventura editoriale.

In  Favoloso citi i grandi valori della vita: Famiglia, Amore, Amicizia e tocchi anche il delicato tema dell’inquinamento che non possiamo permetterci di ignorare. Cosa si porta dietro il dannoso tema dell’inquinamento? Beh! Si porta dietro la piaga dell’auto distruzione. L’uomo sembra faccia a gara nel tentativo folle e insensato di annientare il mondo in cui vive. Questo enorme giardino meraviglioso che sta diventando una pattumiera, dove buttare gli scarti derivanti dalle nostre inutili comodità, mode, schizofrenie. Spero in un cambiamento di rotta immediato. Non abbiamo più tempo.

Io spero che in molti possano leggere le tue favole e immergersi nel tuo mondo. Cosa vorresti gridare al mondo intero? Che c’è bisogno di molti più LIETO FINE. La favola non è tale se non si conclude con un lieto fine … e non è a casuale l’uscita del libro in questo terribile periodo storico. E poi voglio gridare al mondo che è nata mia figlia FRANCESCA … e questo libro, queste favole sono l’augurio affinché lei possa vivere una vita da favola.

Antonio, devi sapere che tutte le persone che si ritrovano a rispondere alle mie domande, ne incontrano sempre una legata al cibo e quindi prepara le papille gustative: preferiresti un piatto fumante di lagana e ceci con peperoncino fresco da gustare in una tipica trattoria situata su una montagna sperduta nel bel mezzo della natura calabrese o una frittura di pesce fresco rigorosamente pescato la mattina stessa da mangiare in un ristorantino con vista mare, magari mentre sta scendendo il sole? Ma se rispondo entrambi!? È peccato di gola!? Facciamo così … a pranzo al mare, la sera salgo in montagna e mi faccio la lagana!

Antonio, prima abbiamo parlato un po’ di piazze. Io, come molti, ho avuto il piacere di conoscere il più grande filibustiere dei nostri tempi: Totonno Chiappetta. Ha insegnato a vivere le piazze, anche quelle più sconosciute e so che per te è significato molto. Cosa ti porti nel cuore di questo grande personaggio della nostra città? A TOTONNO devo molto artisticamente. Ancor prima di venirci a contatto, di farne conoscenza e diventarne suo allievo, già lo seguivo nelle piazze. Mio padre mi portava ai suoi spettacoli. Molti quando mi vedono recitare o semplicemente raccontare un fatto, una barzelletta mi fanno notare la somiglianza con Totonno. Irraggiungibile per carità, parlo di stile di recitazione … poiché senza farlo apposta, amando Totonno, mi sono portato sul palco e nella vita i suoi insegnamenti, ancor prima di riceverli ufficialmente. Era ed è un maestro impareggiabile. Manca molto.

Hai donato molte risate a questa città e continui a farlo anche quando tutto sembra fermo, continui a regalare magia grazie alle tue favole e continui a sognare insieme al tuo pubblico. Qual è il tuo ricordo più bello legato al pubblico e al palcoscenico? Sarebbe scontato dire le due serate magiche dello stadio San Vito Marulla, quando con la commedia CONZATIVICCI, che mi vedeva vestire i panni di Totonnu u Squalu, riempimmo la curva sud… recitare davanti ad 8000 persone per ben due volte nell’arco di pochi mesi fu devastante dal punto di vista emozionale. Un turbinio di felicità, adrenalina, orgoglio! E invece il ricordo più bello e struggente al tempo stesso è quello legato alla rappresentazione teatrale FORAFFASCINU che portammo all’interno della casa circondariale di Cosenza. I detenuti schiattarono dalle risate e alla fine quando Sergio ricordò alla platea la figura di Totonno Chiappetta, che tanto amore lasciò tra i reclusi del carcere, si alzarono tutti in piedi e applaudirono per 10 minuti filati… piansi come un bambino. Non riuscii a trattenermi. Ancora adesso ho i brividi solo a pensarci. Non basterebbe comunque un libro intero per raccontare quante ne ho combinate sul palcoscenico…

Tutte le persone che volessero imbattersi nelle tue favole e aiutare i progetti de La Terra di Piero dove possono comprare Favoloso? Io, nel frattempo, ti dico grazie. Grazie per averlo scritto. Grazie per aver partecipato con me a questa chiacchierata. Sei una risata di gioia. Per tutti. Ciao Antonio. Il libro può essere acquistato a soli 6 euro presso la sede de La Terra di Piero, Via Consalvo Aragona 73 – Cosenza. Oppure potete contattarmi in privato sui social per prenotarne una copia, sarà mia cura farvelo pervenire in pieno rispetto delle regole anti-Covid. Grazie a te Noemi! A presto.

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