Esistono tanti posti nel mondo: la casa, la strada, il mare, il supermercato, le montagne, le braccia, il pavimento, il cielo, il teatro, la rosticceria.

Io e la mia famiglia approfittavamo di questo posto speciale e pieno di squisitezze ogni sabato sera, quando si era più tranquilli, quando avevamo qualcosa da festeggiare: l’arrivo della domenica. Io prendevo sempre una pizza rustica con il prosciutto cotto, era morbida e speziata e insieme a questo quadrato di felicità prendevo anche un arancino ripieno sempre con prosciutto cotto (sì, sono sempre stata una grande fan del prosciutto cotto, tranne in due anni della mia vita che ho deciso di seguire una dieta vegetariana!).

L’idea della rosticceria mi rallegrava il cuore, l’idea di non dover aiutare mamma ad apparecchiare perché in via del tutto eccezionale si poteva cenare sul divano mentre si guardava qualcosa in televisione. Il massimo della felicità era poi spruzzare le bustine di maionese e ketchup che davano in regalo quando prendevi il cartoccio di patatine fritte.

C’è da aggiungere un ultimo dettaglio a questo sabato sera: vicino alla nostra rosticceria di fiducia viveva un altro posto felice ed era il Blockbuster, una società focalizzata sull’acquisto a noleggio di film, ma vendeva anche i pop corn al caramello che sono stati il mio tormento per anni, altro piccolo dettaglio. Ovviamente sceglievo sempre gli stessi film: Matilda sei mitica e Mamma ho perso l’aereo perché mi facevano schiattare dalle risate e anche perché ho sempre desiderato rimanere sola a casa per mangiare pizza ai quattro formaggi dalla mattina alla sera, ho sempre desiderato una biblioteca a portata di mano e ho sempre desiderato un cofanetto dorato con tanti cioccolatini tutti per me. Prendevamo questi due film e ci davano un lungo scontrino che alla fine riportava la data di scadenza entro la quale dovevi consegnare i film ed io mi divertivo tanto a riportarli indietro perché c’era un apposito contenitore che risucchiava la busta con il film e con quel gesto custodivo definitivamente tutti i miei desideri nelle storie di Matilda e Kevin McCallister con la speranza di ritrovarli presto, visto che purtroppo erano film ambiti e spesso noleggiati da tanti altri ragazzi desiderosi e divertiti come me che poi forse sono diventati miei amici.

Si portava l’intero bottino a casa, si scappava a mettere il pigiama e si gustava quel gusto di fritto e felicità, quel gusto che non mi faceva sentire in colpa, quel gusto che preannunciava il profumo della domenica.

Un affettuoso saluto al pangrattato che mi ha regalato tante gioie che vivono ancora dentro e fuori di me, in ogni angolo del mio cuore e del mio corpo e che poco me ne fotte.

Ci vediamo al prossimo noleggio, ciao Matilda e ciao Kevin.

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