Oggi andiamo indietro nel tempo grazie a Chiara Staropoli, una ragazza che ama collezionare ricordi e sensazioni ancora intrappolate in qualche cappotto o in qualche tazza di ceramica. Scopriamola insieme, buona lettura.

Ciao Chiara, oggi ho il piacere di chiacchierare con te sulla tua più grande passione che ti ha portato ad accumulare ricordi da sparpagliare in giro per le case delle persone che incontrano i tuoi vestiti e i tuoi oggetti preziosi in giro per il mondo. Chiara, di cosa ti occupi di preciso? Ciao Nonú, intanto voglio ringraziarti  per avermi dedicato uno spazio dove raccontarmi  e dove raccontare quella che è la mia passione, e dici bene: accumulare ricordi, misti a colori e odori di altri tempi, è proprio quello che amo fare. La mia è una dipendenza. Ironicamente direi che “lo faccio per uso personale”, ma negli anni ho incontrato, conosciuto, ammirato e seguito persone che assumono la mia stessa dose di vintage. Essenzialmente vado alla ricerca di pezzi unici, a volte iconici, altre volte solo belli seppur non griffati. Il bello vero è quello che si porta bene i suoi 40/50 anni. Il bello vero è anni 60/70/80. Il bello vero è che trovo pezzi che chissà da quale parte del mondo arrivano e chissà in quale parte del mondo andranno. Oggi, oltre che in Italia, riesco a spedire anche in America, in Svizzera, in Spagna, in Olanda.

Quanto tempo fa hai iniziato a riordinare i ricordi delle persone? . Tutto è iniziato dieci anni fa. Faccio un grosso salto indietro nel tempo e mi ritrovo con una collega di corso in un negozio dell’usato su Corso Mazzini. Era la prima volta per me. 5 mq di magazzino e due piani di roba di ogni tipo. Colpo di fulmine. Ho iniziato con la pochette vintage, la lampada anni 70’ laccata rossa, e via via alla ricerca di posti, negozi, magazzini, insomma qualunque cosa mi riportasse a quel mondo: il vintage. Da lí in poi, ovunque andassi cercavo negozi e mercati. Il mio Google nella ricerca recente aveva :mercato a Bologna centro, negozio usato a Palermo, Messina, Catania, mercato vintage Spagna, i 10 migliori in Italia. Insomma, ho comprato in ogni parte del mondo. Persino a Santo Domingo.

Qual è il tuo posto preferito nel mondo? E così, nella mia piccola Rende ho iniziato a frequentare il mercatino del  giovedì. E a girare tutti quelli riuscivo a trovare nelle vicinanze. Ecco il mio posto nel mondo: l’avevo finalmente trovato. Su un bordo di una bancarella fredda, a trovare i miei pezzoni. Da Moschino a Versace, Ferrè, Trussardi, Gucci, Emilio Pucci, ho rivissuto gli anni più belli. Gli anni della qualità, gli anni del vero Made in Italy. Ossessionata dalle borse di tutte le dimensioni, purché in vera pelle, cominciai la mia collezione.

Cosa vuol dire per te girare nei mercati, hai creato rapporti negli anni con i commercianti? C’è un rapporto in particolare che ti è rimasto nel cuore? Collezionavo pezzi unici, capi confezionati a mano, polaroid anni 70/80, ma iniziai a collezionare soprattutto rapporti umani. Nascevano le prime simpatie tra commercianti e cliente assidua, affezionata. Nascevano vere amicizie. Fatte di un buon caffè e due chiacchiere per svagarsi un po’. Ho conosciuto tante persone belle dentro, e morte di fatica per la vita che fanno. Uno in particolare mi ha fatto fare grosse risate e grandi affari ma non svelo i miei amanti segreti.

So che hai la passione anche per l’allestimento dei tuoi oggetti e vestiti vintage perché ti piace riportare le persone che ti incontrano indietro nel tempo. Quali sono i tuoi tempi preferiti e perché? Ho iniziato per scherzo a vendere su una piattaforma online, ma in poco tempo ho avuto molto chiara la situazione: quello era un mondo che andava di moda, una ricarica che appassionava milioni di persone. Mi sono buttata a capofitto nell’acquisto per rivendere. Anche se molte cose, a cui sono particolarmente legata, le uso solo in occasioni di esposizioni. Un paio capitate in questi anni sono state davvero strafighe. Vestire i manichini, mettere gli oggetti al posto giusto, riportarti e riportare a quegli anni. Wow!

Qual è la canzone che faresti ascoltare alle persone che vogliono conoscere meglio la tua passione e la tua storia? Il mondo del vintage mi ha fatto emozionare tanto, ma il duro lavoro che c’è dietro molto spesso mi ha fatto toccare l’orlo della crisi. Specie quando i vestiti invadevano la mia casa rischiando di buttarmi fuori. Lì, nell’indecisione tra il far via tutto e il trovare un compromesso fra gli spazi e la mia ossessione, ascoltavo spesso Nothing’s real but love, di Rebecca Ferguson. Era il momento della ripresa.

Ora arriviamo alla domanda culinaria tanto amata da tutti i miei pochissimi lettori che in onore della tua passione ovviamente avrà uno spirito tutto vintage: preferiresti un bel piatto di pasta al ragù cucinato dalle mani di tua nonna e mangiato in una casa tipica anni ’60 o un buon gelato alla crema da gustare tra i vicoli di una Capri anni ’50? Mi piace il battuto veneziano e le brocche di vetro. Mi piacciono i tavoli rotondi e le vetrine in cucina. Amo gli anni 60. Amavo il ragú di mia nonna e lo mangerei di nuovo, volentieri.

Chiara, torniamo serie, tu hai questa passione da moltissimo tempo, ma qual è la cosa che ancora oggi ti emoziona più di altre? Qual è l’emozione che ancora oggi ti fa girare tra i banchi dei mercati a cercare capi unici? Sai una cosa? Non so perché, ma ogni volta che trovo qualcosa di particolare, di bello, di qualità, mi emoziono. Ho l’adrenalina a mille mentre giro tra cose improbabile e poi tiro fuori lui: eccotelo lì, il blazer nero Moschino che non compreresti mai nuovo perché ci vuole mezzo stipendio. Torno a casa entusiasta, vedo le cose con occhi diversi. Penso: anche io posso avere il jeans Versace senza dover rimanere al verde per il resto del mese. E penso “quanto è bello indossare storie altrui, posti altrui, senza nemmeno conoscerli?“. L’omologazione da multinazionale mi ha stancato, il vintage non hai mai smesso di emozionarmi.

Se i miei lettori volessero vedere i tuoi capi e conoscerti di persona per capire meglio la tua passione, dove possono cercati? Come si chiama la pagina che raccoglie i tuoi ricordi? Per fortuna anche nella mia amata Calabria negli ultimi anni la passione per il vintage è spopolata. Da un paio di anni, insieme alla mia amica Maria Dolores e ai ragazzi che gestiscono il Mood Social Club, siamo riusciti a creare le domeniche al Vintage Market. Ma la piattaforma sulla quale si può trovare tutto quello che vendo si chiama Depop, ed è un’applicazione facilmente scaricabile dallo smartphone. Mi trovate con l’user Vintage Star.

Chiara, mi sono divertita tanto! Ti saluto con una canzone come se suonasse nelle case di tutti noi “Parlami d’amore Mariù”. Grazie! Non sono abituata alle interviste, e mi imbarazza sempre un po’ raccontare di me e della mia passione.Ho scritto tutto d’un fiato, senza filtri e ripensamenti. E così ho presentato la parte più viziata di me, ma anche la più sana. Grazie a chi mi legge, augurandovi un Natale che vi metta voglia di riscoprire voi stessi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...